Pappano a Santa Cecilia - Bruckner, Mahler

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marco_
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Pappano a Santa Cecilia - Bruckner, Mahler

Messaggio da marco_ » 17 ott 2020 06:40

Nutrivo aspettative molto alte per questo concerto, non del tutto appagate.

Per carità, è stata una bella serata di musica: un gran programma, specialmente di questi tempi, nonché una resa eccellente degli esecutori. Eppure dal motore di questa inaugurazione, Pappano, mi sarei atteso qualcosa in più.

La sua lettura del Te Deum di Bruckner è lineare, e impetuosa giungendo al termine. Coro eccezionale, la cura di Monti sta portandolo a livelli eccellenti per compattezza, intonazione e potenza.

E poi il capolavoro assoluto: Das Lied von der Erde, eseguito ovunque troppo raramente il che lo rende ancor più speciale. Qui Pappano si fa pittore, paesaggista di acquerelli per la precisione: sono esemplari le battute di apertura in ciascun movimento, che esprimono in sintesi il tono di tutto il brano. Splendidi gli stacchi di tempo, a rifuggire da qualsiasi compiacimento o enfasi, oltre che ideali per mettere alla corda i solisti senza abusarne. Resa orchestrale favolosa, per legni da sogno e ottoni autorevolissimi, e archi che più che un tappeto sonoro tessono una batista traslucente (indimenticabili violini e violoncelli che suonano in piano senza vibrato). Gran signora la Romberger, che nonostante i primi segni di usura vocale incarna lo stile della migliore scuola liederistica; bella sorpresa Hilley, un heldentenor chiaro dalla tecnica immacolata e nient’affatto impalato mentre canta.

Perché non essere molto soddisfatti? Amo molto il Canto della Terra per pensieri ed emozioni che ha suscitato durante e soprattutto dopo gli ascolti dal vivo, mentre ieri questo è mancato. All’uscita rigustavo la politura sonora e il senso di serenità paradisiaca di tanta bellezza. Avrei preferito più ambiguità lunare nella prima parte, e ben altro approccio filosofico o drammatico in Abschied.



daphnis
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Re: Pappano a Santa Cecilia - Bruckner, Mahler

Messaggio da daphnis » 18 ott 2020 22:17

"e ben altro approccio filosofico"


... credo che, questa frase, sia... chiedere a Pappano di essere ciò che non è. Condivido parola per parola quanto Marco ha scritto. Occorre, appunto, distinguere. Antonio Pappano è una figura umana e artistica semplicemente storica, nella storia dell'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia: perché anche questa esecuzione orchestrale, magistrale, di una bellezza di suoni assoluta, del Canto della Terra, ha confermato che l'orchestra ceciliana, sotto Pappano, è oggi (come da "classifiche", per quanto contino, anche recentissime) una delle primissime del Mondo. Fenomenale e, da italiani, c'è da esserne orgogliosi.
Ma l'interprete Pappano non è mai, non è mai stato, ciò che non è. Per la complessità del Canto della Terra, rivolgersi (ciascuno con la propria estetica, il proprio stile interpretativo) a Bruno Walter (con la somma Ferrier), a Claudio Abbado (con la stupefacente Von Otter), a Bernstein, a Karajan. Anche a Giulini, che "estetizzava", sì, il Canto della Terra, ma per portarlo, come suo costume, ad esperienza mistica. Pappano ne ha fatto una specie di - bellissima, ma un po' fine a se stessa - decorazione rococò. Una pittorica "chinoiserie". Forse dimenticando... Klimt. E Mahler. Là dove la decorazione nasconde l'abisso. L'abisso, in Pappano (e nella pur professionalissima cantante) non c'era. Ma l'esecuzione dell'orchestra è stata tecnicamente trascendentale: Allegrini, il flauto, il clarinetto, le arpe! Livello esecutivo mondiale.

marco vizzardelli

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