Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

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daphnis
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da daphnis » 09 dic 2022 19:14

Tranquilli prendiamolo come uno spetteguless fra il Circo Sant'Ambrogio e la vera Prima che e' domani Poi tutto lo spazio sarà per Boris. Ma e' un forum vivo, divertente se già guarda al futuro. Siamo tutti appassionati. Non vedo l'ora domani sera di scoprire "live"questo Boris

marco vizzardelli



Rossiniana
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da Rossiniana » 09 dic 2022 19:22

In questo forum non si parla solo strettamente di musica, ma anche di argomenti correlati, vedi anche i numerosi interventi in questa stessa sezione di altri utenti; pertanto non credo che la mia domanda sul perché la Scala abbia scelto proprio il Boris possa essere qualificata come inutile. Se non interessa la domanda si può non rispondere, ma vorrei poterla esprimere liberamente senza censure, anche perché di musica ne riuscite già a parlare ampiamente e meravigliosamente voi esperti.
La mia opinione schietta è che il Boris, magari anche annoverato tre anni fa in una rosa di nomi papabili per la prima alla Scala ( se lo dice manrico4 mi fido), pur essendo un'opera straordinaria che mancava da vent'anni alla Scala non sia stato scelta a caso quest'anno per la Prima e per la diretta televisiva, (e se è stato un caso è stato un caso caduto particolarmente a fagiolo). Come non a caso è stata presente sul palco d'onore quest'anno la presidente Ursula Von der Leyen, a conferma dell'unità europea, anche e soprattutto nell'atteggiamento politico da tenere verso la Russia.
In questo senso credo che la Politica abbia avuto la meglio sull'Auditel, perché se è vero che i melomani davvero esperti (pochi) sono andati in brodo di giuggiole di fronte al Boris, lo spettatore medio ha dovuto affrontare una prova probabilmente troppo difficile per le sue possibilità. In questo senso mi chiedevo a quale pubblico pensava di rivolgersi la Rai con questa diretta, e non era una domanda peregrina. Io stessa , che sono una appassionata (non un'esperta), e sento opera da più di quarant'anni, l'ho trovata un'opera ostica, e mi sono ripromessa di riascoltarla meglio.
I miei familiari e conoscenti che sono stati sintonizzati su Rai1 per la Prima (facenti quindi parte di quel milione e mezzo di italiani collegati) da me interrogati il giorno dopo hanno tutti più o meno espresso le stesse opinioni : "opera troppo difficile, addirittura noiosa, non l'abbiamo finita; avremmo preferito un'opera italiana, scelta magari fra quelle meno rappresentate, avendo noi italiani un patrimonio operistico sterminato; il fatto di non capire le parole (sebbene sottotitolate) ci ha scoraggiato ulteriormente nell'ascolto. "
Essendo l'opera lirica un patrimonio dell'umanità, mi chiedo se si potrebbe renderla progressivamente più accessibile a un pubblico più vasto ( altrimenti perché fare la diretta su Rai1 con Carlucci e Vespa?) , ricordando oltretutto che solo cent'anni fa l'opera lirica era musica popolare (le primissime arie d'opera le ho sentite cantare nel 1968 a tre anni da mia nonna ottantenne che aveva la seconda elementare) e non era riservata solo a una élite di raffinati musicologi.
Reputo questi argomenti dignitosi, e se qualcuno vuole dire la sua in proposito lo leggerò volentieri.

daphnis
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da daphnis » 09 dic 2022 20:23

Rossiniana sono spesso d'accordo con te. Ma qui, perdonami no.
Boris andava e va benissimo. Perché e' bellissimo. Perché e' un capolavoro. Anche perché e' difficile (ma lo e' davvero? Veder morire in quel modo Boris Abdrazakov non smuove il cuore? e lasciamo stare la boiata del pugnale stiamo a Musorsgski Abdrazakov, Chailly) . Non e' commovente? Oggi?.
Scusa, ma se il metro di giudizio per una prima e' che l'opera sia "facile", si ritiene che il pubblico sua composto da cretini...e non e' un gran metro.

Boris forever (non solo, non prendermi per serioso. Fossi sovrintendente Scala, aprirei con la Vedova Allegra più fantasmagorica, filologica ma leggera e divertente, senza pippe di regia ma con un regista tipo Michieletto a Venezia, trionfale!!! Vedova Allegra di Lehar. E se qualche snob arriccia il naso...espulso!!!)

marco vizzardelli

Oppure... Aprirei la Scala con una rilettura di Porgy and Bess che ci parlasse di Usa ma non solo, di tutti noi e di persone di pelle nera e di razza e di presunti buoni e cattivi. Una Scala che avesse il fegato di farsene carico (regista? Ad occhio e croce direi lui, Michieletto, proverei a fare dirigere questa musica a Mariotti, per umanita'), ecco: sarebbe interessante

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michele_gallo_55
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da michele_gallo_55 » 09 dic 2022 20:47

Rossiniana ha scritto:
09 dic 2022 19:22
In questo forum non si parla solo strettamente di musica, ma anche di argomenti correlati, vedi anche i numerosi interventi in questa stessa sezione di altri utenti; pertanto non credo che la mia domanda sul perché la Scala abbia scelto proprio il Boris possa essere qualificata come inutile. Se non interessa la domanda si può non rispondere, ma vorrei poterla esprimere liberamente senza censure, anche perché di musica ne riuscite già a parlare ampiamente e meravigliosamente voi esperti.
La mia opinione schietta è che il Boris, magari anche annoverato tre anni fa in una rosa di nomi papabili per la prima alla Scala ( se lo dice manrico4 mi fido), pur essendo un'opera straordinaria che mancava da vent'anni alla Scala non sia stato scelta a caso quest'anno per la Prima e per la diretta televisiva, (e se è stato un caso è stato un caso caduto particolarmente a fagiolo). Come non a caso è stata presente sul palco d'onore quest'anno la presidente Ursula Von der Leyen, a conferma dell'unità europea, anche e soprattutto nell'atteggiamento politico da tenere verso la Russia.
In questo senso credo che la Politica abbia avuto la meglio sull'Auditel, perché se è vero che i melomani davvero esperti (pochi) sono andati in brodo di giuggiole di fronte al Boris, lo spettatore medio ha dovuto affrontare una prova probabilmente troppo difficile per le sue possibilità. In questo senso mi chiedevo a quale pubblico pensava di rivolgersi la Rai con questa diretta, e non era una domanda peregrina. Io stessa , che sono una appassionata (non un'esperta), e sento opera da più di quarant'anni, l'ho trovata un'opera ostica, e mi sono ripromessa di riascoltarla meglio.
I miei familiari e conoscenti che sono stati sintonizzati su Rai1 per la Prima (facenti quindi parte di quel milione e mezzo di italiani collegati) da me interrogati il giorno dopo hanno tutti più o meno espresso le stesse opinioni : "opera troppo difficile, addirittura noiosa, non l'abbiamo finita; avremmo preferito un'opera italiana, scelta magari fra quelle meno rappresentate, avendo noi italiani un patrimonio operistico sterminato; il fatto di non capire le parole (sebbene sottotitolate) ci ha scoraggiato ulteriormente nell'ascolto. "
Essendo l'opera lirica un patrimonio dell'umanità, mi chiedo se si potrebbe renderla progressivamente più accessibile a un pubblico più vasto ( altrimenti perché fare la diretta su Rai1 con Carlucci e Vespa?) , ricordando oltretutto che solo cent'anni fa l'opera lirica era musica popolare (le primissime arie d'opera le ho sentite cantare nel 1968 a tre anni da mia nonna ottantenne che aveva la seconda elementare) e non era riservata solo a una élite di raffinati musicologi.
Reputo questi argomenti dignitosi, e se qualcuno vuole dire la sua in proposito lo leggerò volentieri.
Sono anche io della opinione che la scelta del "Boris" per la prima scaligera sia stata impropria e mi rendo conto che questa è una opinione di "minoranza".
Il 7 dicembre è anche (soprattutto?) una celebrazione formale che dovrebbe rendere merito al "tempio" ed alla cultura del "tempio".
Intendo la cultura nel senso antropologico, rispettoso del "genius loci", e non nel senso accademico.
Questo non si traduce nella scelta obbligatoria di in un titolo nazionale: il Fidelio di qualche anno fa (al netto della regia per me raccapricciante) per il suo messaggio universale ha avuto ogni titolo di rappresentare anche tutti noi. Ma questo "Boris"? frutto di un super nazionalismo russo che sdegnava per postulato ogni contaminazione occidentale ? Ciò detto sia benvenuta sempre ogni rappresentazione del "Boris" ma non per una prima della Scala - meglio per una prima del Bolshoi: a me suona falsa. Per dirlo male in senso analogico: come andare alla messa di Pasqua in basilica a Milano e constatare che Monsignore ha voluto che si officiasse in rito ortodosso. Il direttore artistico fa presente che le sue ultime tre "prime" sono scelte quasi fossero una trilogia che approfondisce il lato oscuro del potere, ma questo non mi convince per lo "sdoganamento" del "Boris" alla prima: non sono così sensibile ad una sorta di trilogia di Darth Vader , di cui non è dato sapere la motivazione. Non sarò stato il solo ad essere stato colpito dallo stridente contrasto tra l' inno alla gioia , suonato in onore del Presidente della commissione europea, con i toni di tutto quanto è seguito. Ho pensato molto a quel frammento in contrasto con quell'altra cupezza, che - probabilmente per mio limite - sento estranea per la circostanza. Non mi esprimo sul canto, sulla orchestra e sulla impostazione di regia, aspetto anche io di vedere l"opera dal vivo, pure avendo avuto dalla trasmissione TV una ottima impressione sulla parte musicale.
Ultima modifica di michele_gallo_55 il 10 dic 2022 05:22, modificato 3 volte in totale.
MGL

Rossiniana
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da Rossiniana » 09 dic 2022 21:44

Sono felice delle risposte di michele gallo e di marco/daphnis, perché, esprimendo a tratti anche il loro disaccordo, danno di fatto dignità agli argomenti sollevati. A marco eccepisco solo che chi trova il Boris di difficile ascolto non può essere classificato pubblico "facile", ma forse soltanto un po' impreparato (me compresa) e forse andrebbe istruito gradualmente. È come far leggere la Divina Commedia alle elementari....forse è meglio cominciare con Giamburrasca, poi le Medie e il Ginnasio arriveranno.
Sposo appieno comunque la proposta della Vedova Allegra , (o del Porgy and Bess) e comunque di un opera divertente e leggera ma ben fatta per la prima della Scala. Ma non credo che succederà mai perché la TV (e purtroppo anche certa dirigenza artistica teatrale...) deve sempre far passare il messaggio che la Cultura sia solo seria o seriosa , in modo che il pubblico "cretino" possa trovarla sufficientemente difficile e noiosa da preferirle poi senza indugio la Carlucci con i suoi contenitori di Ballo o Vespa con i suoi plastici; in questo modo di fatto allontanando ancora di più il pubblico dalla fruizione della cultura, che invece può trovarsi anche in una sana risata (specie se accompagnata da bellissima musica).
E quando marco si chiede come fa un certo dramma umano a non toccare l'anima del pubblico, io rispondo che senza comprensione non può esserci godimento, ed è il godimento che apre l'anima all'emozione.
Sono particolarmente contenta che marco abbia citato l'Operetta e i Musical, essendone io specie di questi ultimi una grande appassionata...e per me (¢a va sans dire) sono assolutamente cultura anche (taluni di) questi.

daphnis
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da daphnis » 09 dic 2022 22:05

Ovviamente, pur nel totale rispetto dell'opinione, dissento totalmente dalla prima parte dell'intervento di Gallo che rischia di reinnestare una "terrificante" fruizione ideologica dell'opera d'arte. Attenzione. C'e' stato un establishment (di sinistra: e lo dice uno che a sinistra vota... quando non si astiene per disperazione) che arrivo' a "ventilare" che Puccini (!!!) forse mah meglio di no perché un pochettino fascista, e Sostakovic mah forse meglio di no perché non completamente consono ai dettami sociologici musicali di un certo establishment, alla stessa maniera in base alla quale Claudio Abbado, da destra, non era così bravo in quanto presunto "comunista".
La vogliamo smettere, da ogni parte, con queste fregnacce? Non sono un votante Meloni, proprio tutt'altro, sono lontano da molto di ciò che questo governo esprime: ma quando in TV le ho sentito dire "bene Boris perché e' grande cultura, e il popolo russo non e' un popolo colpevole" mi si e' aperto il cuore. Perché questo e' il "punto", per dire si, e con entusiasmo a Boris (fra l'altro progettato alla Scala prima del fatti storici ucraini, il che già chiuderebbe la questione) come opera, anzi capolavoro, inaugurale.

marco vizzardelli

P.s. Quanto ai miei due titoli inaugurali proposti, ovviamente Porgy and Bess sarebbe tutt'altro che titolo "leggero", data la tematica e la musica stessa. Lo comprese Nikolaus Harnoncourt che a Graz dal vivo, e in disco, ne diede una lettura di pazzesca forza tragica. Porgy "vaga" fra commedia, dramma e tragedia

Rossiniana
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da Rossiniana » 09 dic 2022 22:34

Si, certo, io mi riferivo alle Vedova Allegra come opera leggera.
(E comunque una rivisitazione del Porgy and Bess potrebbe fare emergere qualche spunto più leggero all'Interno del dramma. A mio avviso la musica di Gershwin a tratti si presterebbe)

biancano
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da biancano » 09 dic 2022 23:46

come ho scritto in altra sede fino a qualche decennio fa Boris era considerata opera di repertorio e ben conosciuta anche dagli appassionati di gusti non particolarmente ricercati.....quindi la,scelta della Scala di aprire con Boris non dovrebbe suscitare nessuna reazione particolare tantomeno pensare a retroscena particolari quando si sa che le stagioni quando si tratta di un teatro di livello Internazionale vengono programmate con anni di anticipo....quando la,stessa opera apri nel 1979 non ricordo reazioni particolari per la,scelta del titolo

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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da notung » 10 dic 2022 09:46

biancano ha scritto:
09 dic 2022 23:46
come ho scritto in altra sede fino a qualche decennio fa Boris era considerata opera di repertorio e ben conosciuta anche dagli appassionati di gusti non particolarmente ricercati.....quindi la,scelta della Scala di aprire con Boris non dovrebbe suscitare nessuna reazione particolare tantomeno pensare a retroscena particolari quando si sa che le stagioni quando si tratta di un teatro di livello Internazionale vengono programmate con anni di anticipo....quando la,stessa opera apri nel 1979 non ricordo reazioni particolari per la,scelta del titolo
Credo che questo sia il punto. Il Boris era in repertorio - certo, non come Traviata - ma ce ne siamo dimenticati anche noi vecchi. I giovani o più giovani di noi non conoscono l’opera è quindi la ritengono una bizzarria dettata dalla politica. A parte che le aperture in teatri seri si decidono con anni di anticipo, come ha giustamente sottolineato Danilo.
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karalis
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da karalis » 10 dic 2022 09:55

biancano ha scritto:
09 dic 2022 23:46
come ho scritto in altra sede fino a qualche decennio fa Boris era considerata opera di repertorio e ben conosciuta anche dagli appassionati di gusti non particolarmente ricercati...
Basti pensare che la prima del Boris a Cagliari fu nel 1948 (Christoff Serafin) per essere ripreso nel 1953 (Christoff/Pasero Horenstein) inframmezzato da Kovancina nel 1950 (ancora Christoff), naturalmente tutte in italiano. Terza e ultima di Boris nel 1987 con i complessi dell'Opera di Sofia, finalmente in russo. Poi il silenzio.

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